la partita vista dal letto

Fumiamo l’ultima e poi guardiamo?

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Dai, il Milan gioca l’ultima alle diciotto. „Perfetto, così dopo possiamo cenare e poi guardiamo l’Inter.“ Tanto è già buio, possiamo immaginare che il turno serale sia riservato alle squadre che contano. Frosinone avversario abbordabile. Come Hellas e Carpi insomma. „Dai che l’ultima prima di natale non la vinciamo mai.“ „Madonna che peppia, sii ottimista per una volta cazzo.“ Di ottimismo non ne voglio sapere, ma decido di lasciare le risposte acide per il dopo partita. Tanto poi si mangia e anche bene. „Fumiamo l’ultima e poi andiamo a guardarla?“ „Guarda, la siga la vorrei lunga tre metri.“ „Madonna che peppia…“ A Frosinone non ci sono mai stato. Passato si, sempre durante i viaggi verso il profondo sud del stivale, una volta mi ero anche fermato ad un autogrill vicino. Tanti crucchi non ci sono che possono raccontare avventure simili. Ma per questa stagione il Frosinone è una realtà della Serie A e come tale va affrontato. „Tu conosci uno che ci gioca?“ mi rivolge la migliore fidanzata di tutte. „No, ma il Laxalt della situazione lo conosceremo ben presto, amore.“

Entusiasmo sprizzante comunque. Nel giro di pochi mesi le squadre che secondo l’attuale presidente della Lazio non avrebbero senso nella Serie A sono diventate avversari credibili. Perlomeno per il Milan, che stenta a convincere anche contro il Crotone di turno. Stendo il materasso davanti alla TV per almeno guardarla comodi e la migliore fidanzata di tutte si mette al fianco. Tempo di scorrere per l’ultima volta le novità di Facebook e Soddimo impegna Donnarumma. Qui bisogna capire che alla migliore fidanzata di tutte le camminate spavalde del nostro ragazzino in porta non le piacciono proprio. Sopratutto perché in porta ci sta solo quando gli fa comodo. E i fidanzati fra di noi sanno che se a lei una cosa non piace è così. „Beh, avrà visto troppe partite di Neuer il giovanotto.“ „MA NON È NEUER CAZZO!!!“ Per un attimo si stacca persino dal gruppo Whatsapp „Organizziamo sta cena di febbraio“ sulla quale evidentemente c’è più vita rispetto al campo del Matusa. „Ma chi sono questi qua con la bandiera nera che cantano?“ mi domando mentre Niang e Bacca tentano di superare Leali da dentro l’area piccola. Pensiero morto sul nascere quando poco dopo il baby-portierino (si dice così in gazzettese, vero?) cerca di innescare il Frosinone con due rinvii dei suoi accompagnati dagli insulti della migliore fidanzata di tutte. „Ma non c’è nessuno che gli spiega che non è un fenomeno? Perché NON È UN FENOMENO!!!!“ „Si amore, non è un fenomeno, ma non è che Lopéz ci dava chissà quale gara…“ „NON È UN FENOMENO!!!!“ No, non è un fenomeno.

Voglio fumare. Mi accorgo sempre della noia quando voglio fumare. Peccato che in casa non si fuma più. Sopratutto quando Dionisi manda un passaggio filtrante a Ciofani. Si, i nomi li ho dovuto rileggere. Cioè, filtrante nel senso che il passaggio va dritto e i nostri difensori si spostano a destra e sinistra. „Ecco, fatto, hanno segnato.“ „Ma dove va Romagnoli?“ „Boh, non è che siamo proprio abituati alle verticalizzazioni.“ „Eccerto, il nostro calcio champagne rovinato da un passaggio verticale.“ „Guarda, GUARDA, vanno tutti da un’altra parte!“ „Calmati amore, ameno siamo ancora in 11.“ „IN 11???? Ma tu conti Montolivo?“ Il resto del primo tempo si esaurisce con lei spiegando al crucco perché Montolivo fa quel che fa e viene comunque nominato „uomo partita Sky“ perché „tiene le redini del gioco“, mentre sta attentamente seguendo gli sviluppi su „Organizziamo sta cena“. Uno di questi giorni la chiederò cosa fanno esattamente gli italiani quando organizzano qualcosa, ma non è oggi quel giorno. Comunque sotto di un gol in quel di Frosinone, ma almeno si può fumare. Perché in cucina, per il momento, si fuma ancora. E aggiungo anche un Whiskey. „???“ „Perché Milan“. Possiamo lamentarci quel che vogliamo del Milan, intanto mi serve per giustificare il Whiskey prima della cena. „Fumiamo l’ultima e poi saliamo?“ „Cazzo, è già iniziata da 2 minuti.“ „È quel che sto dicendo…“

Arriviamo appena in tempo di vedere il tentativo del buon Keisuke, dalla migliore fidanzata di tutte simpaticamente soprannominato „el giapunés demmerda“, di superare Leali. O perlomeno beccare la porta. „Guarda che Abate oggi non è nemmeno il nostro peggiore.“ „E hai detto tutto.“ Poco dopo il promettente biondino di Sant’Agata de‘ Goti segna dalla stessa identica posizione di Honda prima. „Vedi che da lì si può segnare? LO VEDI GIAPUNÈS DEMMERDA??? Se ce la fa Abate un giorno lo puoi fare anche tu!“ commenta alzando gli occhi un’attimo da quella pagina di facebook con le migliori frasi di Vasco. Non la miglior pagina con le migliori frasi di Vasco, ma una buona pagina con le migliori frasi di Vasco. Praticamente il Frosinone delle pagine con le migliori frasi di Vasco. Un giorno la chiederò cosa esattamente gli italiani trovano in sto Vas… ma non è questo il decennio. Solo cinque minuti dopo, mentre ancora mi domando se Abate avesse già segnato un gol per noi, succede il vero miracolo calcistico: Per la prima volta in questa stagione il Milan riesce a rimontare uno svantaggio. Non sarà un caso che succedesse proprio prima di natale. „Ma secondo te è colpa della società o dell’allenatore o dei giocatori?“ Domandina facile da rispondere durante la partita. „La colpa di tutto è del presidente, perché non c’è e alla fine è lui che decide e porta la responsabilità.“ „E allora perché tutti ce l’hanno con Galliani?“ „Non saprei, ma se abbiamo cambiato 4 allenatori per vedere sempre lo stesso schifo qualche domanda sui giocatori mi farei.“ „Boh, io non scambierei Bonaventura per Dionisi, dai.“ „Boh, quasi quasi.“

Ad interromperci non è una delle miglior frasi di Vasco ma lo stacco di Alex con annesso gol su calcio d’angolo. „Abbiamo segnato su angolo anche noi! VINCEREEEEEMO IL TRICOLOR!!!“ le grido in faccia con gli ultimi residui di ironia disponibili. „Cazzo, siamo sesti“ „Se siamo sesti dopo tutto sto schifo allora ho brutte notizie per il campionato.“ E alla fine riusciamo davvero a vincere l’ultima partita di questo 2015 calcisticamente imbruttito. Gioia e fiducia a manetta, la Champions ancora alla portata di mano, il posto per Mihailovic di nuovo saldo, Galliani sorridente. E mentre sposto il materasso per far diventare questa tana di profughi una sala pre-natalizia piemontese spengo la tele sull’affermazione che Montolivo era uno dei migliori in campo. „Si, ho amici a Firenze che ancora si stanno mangiando le unghie.“ „???“ „Scherzo, amore. Cuciniamo e poi Inter?“ „Finalmente si mangia!“